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Spencer: Il positivismo, fondato sull' idea che di nulla si può parlare scientificamente se non dei fatti, se non di ciò che è positivo, era la filosofia più adatta a distruggere dalle radici l' idea del diritto naturale. In effetti si proclamarono positivisti tutti coloro che, nella seconda metà dell' ottocento e poi nel novecento, negarono totalmente tale idea, sostenendo che di nessun altro diritto si può parlare se non di quello positivo. Il più celebre e fortunato fra i filosofi positivisti fu l' inglese Spencer. Spencer attinge alla teoria biologica di Darwin il principio dell' evoluzione, che applica anche nel campo etico. La morale, che è il complesso delle norme che rendono possibile la convivenza , ed è una necessità biologica in quanto strumento di adattamento all' ambiente, ha origine dall' esperienza, ma non dall' esperienza degli individui, bensì da quella della specie. Le norme di essa, che mutano nel tempo per adattarsi alle circostanze ambientali, nonostante la loro origine e il loro carattere empirico, per l' individuo costituiscono un dato a priori. Spencer accoglie la tesi del Maine del passaggio della società dalla condizione di status a quella di contratto, e svolge una teoria dello sviluppo dell' umanità da un iniziale tipo militare verso il tipo industriale, sviluppo al termine del quale dovrebbe aversi un' organizzazione sociale perfetta, e alle due diverse società, quella in via di perfezionamento e quella in cui questo è compiuto, egli fa corrispondere due etiche, l' una relativa e l' altra assoluta. Lo stesso avviene per il diritto, che è anch' esso un prodotto dell' esperienza della specie umana nel corso della sua evoluzione ed è necessario per assicurare le condizioni di sussistenza dell' umanità. Ma i veri diritti non sono per Spencer i diritti sanciti dalle leggi positive, bensì quelli che derivano dalla legge dell' uguale libertà. Questa legge dell' uguale libertà è quella secondo la quale ogni uomo è libero di fare ciò che vuole purchè non leda l' uguale libertà di ciascun altro: principio identico, come lo stesso Spencer in un secondo tempo riconobbe, a quello espresso da Kant nella sua definizione di diritto: indotto per via empirica e quindi scientifica, anzichè essere dedotto kantianamente da un' idea a priori, ma che esprime in entrambi i casi l' esigenza razionale della coesistenza pacifica degli individui. Del resto, dal momento che secondo Spencer i principi della morale sono sì prodotto dell' esperienza della specie, ma nell' individuo sono presenti a priori, e dato che così è anche per l' idea della giustizia, la differenza fra la formulazione metafisica di Kant e quella scientifica di Spencer della norma della giustizia finisce col dissolversi. Con questa teoria Spencer non si attiene forse rigorosamente ai principi del positivismo puro, e può apparire non del tutto coerente con la sua dottrina dell' evoluzionismo naturalistico, dal momento che lascia spazio ad una concezione, tanto della morale quanto del diritto, quale sistema di valori e non quale sistema di soli fatti; però egli non incorre nelle astrazioni o nelle fantasie del giusnaturalismo assoluto, che prescinde dall' esperienza e dalla storia. Si apre così la via a dottrine del diritto che non si limiteranno alla sistemazione logica del dati normativi positivi, ma che sulla base dell' osservazione della società riallargheranno il campo della filosofia del diritto al problema degli ideali giuridici: i quali per molti anni non si chiameranno più con lo screditato nome di diritto naturale, ma ugualmente costituiranno quel diritto che dovrebbe essere a cui l' uomo non può fare a meno di commisurare il diritto che è. Spencer afferma esplicitamente il collegamento del diritto positivo ad una norma superiore ad esso. Lo stato viene considerato un mezzo per tutelare i diritti degli individui, esso deve limitare il più possibile la sua sfera di azione; la legge dell' uguale libertà comporta addirittura per il cittadino il diritto di porsi fuori dello stato, giacchè facendo ciò egli non viola la libertà degli altri. Di questo individualismo estremo l' espressione più radicale è una delle ultime opere di Spencer L' uomo contro lo stato.

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