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Scienza e politica del diritto nell'opera di Bentham: Bentham è considerato da molti,oggi,l'iniziatore del positivismo giuridico,in quanto egli sarebbe giunto ad una determinazione del concetto di diritto che ne permetterebbe una trattazione scientifica ,perchè depurandolo da ogni elemento extra-giuridico lo renderebbe oggetto di una scienza autonoma.Questo fu fatto in una parte della sua opera,quella contenuta in Delimitazioni del campo della scienza giuridica.In quest'opera il Bentham coerentemente con l'ideale della codificazione, cioè della riduzione di tutto il diritto a legge,concepisce il diritto come un comando la cui prima fonte è un ente sovrano,un insieme di segni che esprimono la volontà di un sovrano e che riguarda la condotta che deve essere tenuta in un determinato caso da una determinata persona o classe di persone: definizione che richiama visibilmente quella di Hobbes,secondo il quale la legge vera e propria è solo il comando di chi ha il potere sugli altri.Bentham analizza e definisce i vari concetti giuridici, diritto soggettivo,potere,divieto,dovere ecc...,sul presupposto che questi sono entità fittizie create dal diritto ,in quanto comando di un ente sovrano,di determinare i soggetti e l'oggetto del diritto e di descrivere i vari caratteri di questo ,e di indicarne i requisiti,come quello della completezza della legge. La determinazione del concetto di diritto compiuta in questo modo dal Bentham appare semplicistica, soprattutto per quanto riguarda il problema della distinzione tra diritto e morale,problema della cui difficoltà egli dimostra di avere ben diversa consapevolezza in altre opere.Sia lo scarso approfondimento del fenomeno giuridico,sia il continuo trasparire di preoccupazioni di politica legislativa,fanno dubitare della fondatezza dell'opinione oggi diffusa secondo cui Bentham avrebbe dato l'avvio ad un trattazione scientifico-analitica del diritto.Secondo Bentham due possono essere gli oggetti di un libro di teoria del diritto :ciò che il diritto è,e ciò che esso dovrebbe essere .Nel primo caso si avrà una teoria del diritto espositiva,nel secondo caso una teoria del diritto censoria.In realtà Bentham,benchè effettivamente si preoccupi di determinare il campo della giurisprudenza ,intendendo come oggetto di essa il diritto come è,si serve di questa determinazione a scopo non scientifico, ma politico.Il suo procedimento è analogo a quello di Hobbes con il quale il Bentham ha in comune la riduzione del concetto di diritto a quello di comando del sovrano.La distinzione fra diritto come è e diritto come dovrebbe essere non è la premessa per una trattazione scientifica del primo:quella che a Bentham interessa è proprio la funzione censoria della giurisprudenza, e al giurista egli rivendica il compito di criticare il diritto come è in base all'idea del diritto come dovrebbe essere,riferita al principio etico della massima felicità del massimo numero.

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