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Schopenhauer: Il primo, cronologicamente, dei pensatori irrazionalisti dell' ottocento è Arturo Schopenhauer, che è ancora profondamente legato al kantismo. Per Schopenhauer l' essenza del mondo non è la ragione ma la volontà, che è la cosa in sè, l' Assoluto, di cui se ne coglie solo l' apparenza, la rappresentazione: da qui il titolo della sua opera maggiore, Il mondo come volontà e rappresentazione. La volontà è al di là delle nostre categorie logiche, è assolutamente libera, irrazionale; ed i fenomeni della natura in cui essa si manifesta sono l' espressione di questo incosciente, cieco, irresistibile impeto. All' ottimismo di Hegel si sostituisce un pessimismo totale, la vita umana è volontà che vuole solamente volere, e vuole incessantemente, senza essere mai soddisfatta: da qui fatica e dolore, a cui si può sfuggire solo sopprimendo la volontà, distruggendo ogni impulso, per giungere a perdersi nel nulla. Questo pessimismo si riflette nelle brevi pagine da Schopenhauer dedicate al diritto e alla giustizia, che egli è portato a vedere sotto la specie della negazione. Dopo aver trattato del torto, che è la irruzione entro i confini dell' altrui affermazione di volontà, Schopenhauer scrive che è il concetto di torto quello originale e positivo; quello antitetico del diritto è derivato e negativo. Il concetto del diritto contiene solo la negazione del torto. Tesi paradossale, che non avverte come torto e diritto siano concetti correlativi, ognuno dei quali rimanda all' altro, e fra cui non si può stabilire una priorità logica. I concetti di diritto e torto valgono per Schopenhauer indipendentemente da ogni ordinamento positivo, come concetti morali. Il diritto positivo nasce, contrattualisticamente, dal calcolo razionale per il quale si conclude che il mezzo migliore per diminuire il male esteso su tutti è rinunciare tutti al piacere di commettere torto perchè così a tutti viene risparmiato il dolore di subirlo. Anche il diritto positivo ha quindi alla sua radice un elemento puramente negativo; e anche lo stato ha la sua ragione d' essere unicamente nel compito di impedire che vengano patiti torti. Il diritto naturale che è la morale nel suo aspetto negativo, in quanto divieto di agire ingiustamente, deve stare a fondamento di ogni legislazione positiva, e fra gli aspetti più importanti del diritto naturale sono la deduzione del diritto di proprietà, quella del valore dei contratti e quella del diritto penale. Di diritto naturale è infatti la proprietà, che non ha bisogno perciò di una istituzione positiva da parte dello stato; fuori dello stato invece non esiste il diritto di punire, che ha fondamento unicamente nel contratto sociale. Della pena Schopenhauer ha una concezione puramente utilitaristica, contro la vuota filastrocca di chi ne parla come mezzo grazie al quale si neutralizza e cancella il delitto.

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