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Savigny: I principi della dottrina filosofico-giuridica del Savigny sono espressi oltre che nella Vocazione del 1814,nell'introduzione alla rivista per la scienza storica del diritto premessa al primo numero di questa con il titolo sullo scopo di questa rivista,dobbiamo ricordare poi la principale opera Il sistema del diritto romano attuale e l'opera giovanile Dottrina del metodo giuridico.Il Savigny è una tipica espressione del romanticismo nel campo giuridico,egli non solo si contrappone alle idee di chi voleva nuovi codici, che con la completezza dell'amministrazione della giustizia, garantissero una certezza meccanica,in modo che il giudice esonerato da ogni giudizio proprio si limitasse all'applicazione letterale della legge, secondo l'ideale legislativo illuministico ;ma egli cercò di riconoscere i presupposti filosofici delle teorie illuminstiche per quanto riguarda la legislazione e l'interpretazione del diritto e li ritrovò in quella cultura del diciottesimo secolo in cui si era perso il senso della storia e si credeva la propria epoca destinata alla realizzazione della perfezione assoluta.Alle tesi dell'illuminismo riguardanti il diritto,cioè alla teoria di un diritto naturale immutabile ed universale dedotto dalla ragione,il Savigny si oppone decisamente,per lui il diritto è proprio di ciascun popolo,come il linguaggio,i costumi, l'organizzazione politica,sono tutti elementi connessi tra di loro ,e come per il linguaggio cosi per il diritto non vi è un attimo di sosta assoluta,esso cresce con il popolo,prende forma con esso,e alla fine muore quando il popolo ha perso la sua personalità.Con l'evolversi del popolo si evolve anche il diritto,che si manifesta dapprima con atti in cui si esprimono i sentimenti della collettività,e vive come consuetudine che del diritto è la prima spontanea forma.Più tardi a questo diritto spontaneo si sovrappone quello elaborato scientificamente dai giuristi,che tuttavia continua a partecipare all'intera vita del popolo.Savigny definisce elemento politico la connessione del diritto con la vita sociale del popolo,ed elemento tecnico la sua separata vita scientifica,e ha cura di fare osservare come in entrambi i casi ciò che crea il diritto non è mai l'arbitrio di un legislatore ma è sempre una forza interiore che opera tacitamente.Il diritto legislativo,secondo Savigny,dovrebbe fornire solo un sussidio alla consuetudine,diminuendone l'incertezza e l'indeterminatezza e portando alla luce e conservando puro il vero diritto,che è l'effettiva volontà del popolo.Agli inconvenienti del diritto comune il Savigny propone come rimedio non la codificazione,ma l'elaborazione scientifica del diritto.Nella polemica con il Thibaut a proposito della codificazione riemerge costantemente quella che è la posizione propriamente storicistica del Savigny e questa si ritrova anche a proposito della trattazione del diritto naturale,che viene considerato il diritto che si attua nella storia , spontanea creazione dei popoli.Per consuguire gli apprezzabilissimi fini propostisi dai fautori della codificazione,primo fra tutti la certezza del diritto,lo strumento adatto non è il codice,ma la scienza giuridica.Delle tre forme in cui il diritto si manifesta,diritto popolare spontaneo, diritto legislativo e diritto scientifico,la forma più valida è quella del diritto scientifico proprio delle società già mature ma non ancora avviate alla decadenza.La Vocazione conserva i caratteri dello scritto polemico d'occasione ,e sembra ingannevolmente ,riferirsi più alla situazione attuale della Germania che al problema generale della natura del diritto;lo storicismo giurdico non si presenta ancora come una vera e propria dottrina,anche se Savigny ha cura di fare osservare frequentemente come le sue asserzioni si inquadrino in quella che era la cultura nuova,cioè la cultura romantica.Ma già l'anno dopo con la presentazione della rivista,egli contrappone la scuola che ormai si diceva storica alle dottrine giusnaturalistiche e illuministiche ,da lui riunite sotto l'appellativo di scuola non-storica , e dichiara che il contrasto fra le due scuole riguarda tutte le cose umane.Per la scuola non-storica ogni epocva crea il suo mondo liberamente ed arbitrariamente ed al passato si rivolge come ad un mero elenco di esempi dei quali non è essenziale tenere conto,per la scuola storica invece ogni epoca è il proseguimento e lo svolgimento dei tempi passati;un'epoca non crea il suo mondo liberamente ed arbitrariamente ,ma in comunione con l'intero passato.

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