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Saleilles e Ripert: All' insegnamento di Gèny si riconnette la dottrina di Saleilles, il quale accoglie da lui l' idea che il diritto non è una scienza isolata, è invece una scienza di fatti, una scienza che attinge dalla natura delle cose. Pur guardando con simpatia alle dottrine giusnaturalistiche, Saleilles vorrebbe che fosse attenuato lo svincolamento dal diritto positivo proposto da Gèny, e propende per una soluzione più moderata del problema dell' interpretazione, che non prescinda dal testo positivo e non ripudi la logica formale. Antigiusnaturalista a parole, ma si rivela in sostanza in qualche modo giusnaturalista Ripert. Egli sostiene la netta distinzione tra diritto e morale, in quanto la morale ha riguardo al motivo dell' obbedienza della norma, mentre il diritto si limita a constatarla, e nega la possibilità di pervenire alla nozione di un diritto naturale di validità universale. Però egli afferma poi che tra regola morale e regola giuridica non c' è nessuna differenza di campo, di natura e di scopo, in quanto il diritto deve realizzare la giustizia, e l' idea del giusto è un' idea morale; fra l' una e l' altra esiste solo una differenza di carattere, in quanto la regola giuridica è la elaborazione tecnica della regola morale, che in essa si inacarna e si precisa. Il legislatore e il giudice non prescindono dalla regola morale, la quale viene così ad essere un fattore del diritto.

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