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Nietzsche: La medesima aspirazione dello Stirner a trascendere la finitezza e la limitatezza dell' uomo si ritrova presso un pensatore di statura filosofica maggiore, che sviluppa anch' egli motivi esistenzialistici e romantici, il tedesco Federico Nietzsche; e le conclusioni a cui egli giunge non sono lontane dall' anarchismo di Stirner. Egli nega i valori tradizionali, siano essi attinti alla ragione o alla religione, ed esalta come virtù tutto ciò che è affermazione dell' uomo nella sua terrena vitalità, la fierezza, la gioia, la guerra, la volontà di potenza. Alla morale comune, la morale del gregge, egli contrappone la morale del superuomo, che è al di là del bene e del male: tentativo di superare la condizione umana col negarne la finitezza e la contingenza, nel sogno esaltante di un Uomo infinito ed assoluto. Questo sforzo grandioso ed affascinante ha per prezzo la negazione della razionalità e quella della società: che sono i limiti incontrati dall' uomo nell' esplicazione della sua volontà di potenza, nel suo tentativo di affermarsi come superuomo. Esso comporta la negazione della morale comune, del diritto. Solo ponendosi fuori dalla società e contro di essa il superuomo può rispondere alla sua vocazione: la società non lo può comprendere e contrasta la sua vittoria. Come le convenzioni morali e i pregiudizi religiosi, le istituzioni giuridiche sono gli espedienti con cui i deboli cercano di tenere avvinti i più forti. Nietzsche scrive " I diritti risalgono in primo luogo a un' usanza, l' usanza a un accordo di una sola volta ... A poco a poco si credette di possedere una situazione sacra e immutabile, su cui ogni generazione dovesse continuare a costruire. L' usanza era adesso costrizione, anche se non arrecava più l' utilità in vista della quale l' accordo era stato originariamente compiuto. I deboli hanno trovato qui in tutti i tempi la loro salda fortezza; essi tendono a rendere eterno l' accordo fatto per una volta sola, la grazia loro concessa." In qualche pagina nietzschiana tuttavia appare un apprezzamento della giustizia, e anche se egli continua a ribadire che il diritto può solo essere imposto, e non può essere che coazione, e che quindi dobbiamo accontentarci di diritti arbitrari, il Nietzsche riconosce la necessità che esista un diritto. Ma queste notazioni da cui appare una valutazione positiva della vita sociale non devono trarre in inganno: se la società e lo stato appaiono talvolta al Nietzsche possedere qualche valore, ciò è perchè essi non sono altruisti e rappresentano anzi l' immoralità organizzata; hanno cioè il coraggio e la forza di fare cose che ripugnano all' uomo del gregge. In Nietzsche si riscontrano le manifestazioni dell' atteggiamento irrazionalistico, con Kierkegaard ha in comune il rifiuto del diritto, il superamento di una realtà che non è quella autentica, e che l' uomo per affermare la propria vera essenza deve ignorare; con Stirner ha in comune il disprezzo per una disciplina creata dalla massa mediocre degli uomini comuni, che l' uomo d' eccezione, il superuomo, infrange e calpesta.

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