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Lassalle, Merger, Renner: Marx eredita da Hegel l' universalismo, ed è proprio questo che preclude al Marx un intendimento adeguato del diritto, intendimento che presuppone l' attribuzione di qualche valore agli individui. Al diritto infatti il marxismo non attribuisce importanza, esso non ha nè filosoficamente nè scientificamente autonomia. Non vi è quindi una teoria del diritto di Marx, e rare sono quelle dei suoi seguaci finchè non si giunge ai giuristi sovietici del nostro secolo. Abbastanza vicino al materialismo storico è uno dei maggiori esponenti del socialismo dell' ottocento, Ferdinando Lassalle. Per Lassalle fonte del diritto è la coscienza comune del popolo, lo spirito generale,ed è giuridicamente impossibile per l' individuo distaccarsi dalla comunione con questa sostanza unica del diritto...una tale intenzione dell' individuo costituirebbe l' assoluta negazione del diritto,il sopprimere il concetto stesso di diritto. I diritti acquisiti hanno ragione di sussistere fino a quando siano conformi alla coscienza popolare. Lassalle enuncia una teoria filosofico-storica sull' evoluzione del diritto molto interessante: il corso di tutta la storia del diritto presenta una sempre maggiore limitazione della proprietà privata, all' inizio della storia l' uomo si appropria di tutto ciò che vede; la vita del vinto in guerra diviene proprietà del vincitore; moglie e figli sono oggetto di proprietà. Più tardi, la schiavitù si attenua nella servitù della gleba; la proprietà invece che la vita ha per oggetto l' attività dell' uomo per tutta la sua vita; poi anche questo diritto si restringe e così via. Ogni grande progresso della civiltà consiste in una restrizione delle dimensioni della proprietà. Anche per il Lassalle il diritto è una sovrastruttura, ma non di rapporti puramente economici come per Marx, Lassalle non dà importanza al fattore economico e vede nell' evolversi dei rapporti giuridici verso una restrizione sempre maggiore della proprietà privata l' effetto dell' evoluzione positiva della libertà umana, il diritto è una sovrastruttura di rapporti di forza. Tra i giuristi le cui teorie sono ispirate ai principi del socialismo si può ricordare l' austriaco Menger, per lui la legislazione non è che una palla con cui giocano i fattori sociali di potenza; ed egli auspica che al posto del diritto cresciuto naturalmente subentri quello frutto della riflessione. Dichiaratamente non marxista, Menger nega che si possa ridurre la multiforme vita spirituale a rapporti puramente economici e tecnologici, e che il diritto sia sovrastruttura dell' economia; ne attribuisce invece l' origine alla forza, soprattutto, militare. Menger esclude la rivoluzione come mezzo per instaurare lo stato socialista. Fu allievo di Menger l' austriaco Renner, il quale enuncia quattro tesi: sono possibili trasformazioni fondamentali della società senza corrispondenti trasformazioni del sistema del diritto; non è il diritto a causare lo sviluppo economico; il cambiamento dell' economia modifica il diritto non immediatamente e automaticamente; il substrato della società non conosce strappi e salti, ma soltanto evoluzione, non rivoluzione. Renner si allontana dalla tesi fondamentale di Marx secondo la quale è lo sviluppo dell' economia a determinare quello del diritto, ma rifiuta d' altra parte anche la tesi opposta.

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