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La giurisprudenza analitica e il positivismo giuridico: La preoccupazione principale di Austin è la costruzione di un sistema razionale del diritto: razionale,però non per quanto riguarda il contenuto delle norme,ma per quanto riguarda la coordinazione formale di esse e dei concetti giuridici ad esse ricollegati.Austin vuole che lo studioso di cose giuridiche si occupi non solo della scienza del diritto positivo,ma anche del diritto come questo dovrebbe essere.E nemmeno rifiuta il diritto naturale,anche se considera questa un'espressione ambigua e fuorviante per designare le leggi di Dio,o per indicare quelle norme del diritto positivo che sono prevalse in tutti i tempi e in tutti i luoghi ,però non se ne occupa,non lo comprende nell'oggetto del suo studio.Austin procede analizzando i concetti che egli astrae da ordinamenti giuridici diversi,e analizza il concetto di diritto oggettivo,di comando,obbligo,libertà,sanzione,sovranità popolare,atto giuridico ecc...;li definisce logicamente distinguendoli da concetti affini,ne enumera le suddistinzioni;determina i rapporti logici che intercorrono fra essi,costruisce insomma una dottrina generale del diritto costituita da un sistema di concetti meramente formali.La giurisprudenza analitica cerca di realizzare quella che era stata l'aspirazione dei giusnaturalisti settecenteschi:l'edificazione di una scienza,di un sistema razionale di concetti giuridici.Alla scienza giusnaturalistica, inconsistente per la sua pretesa di dedurre a priori dalla ragione un sistema di concetti, che rimanevano astratti,egli contrappone una teoria che vuole essere scienza proprio perchè muove da quella realtà che è il diritto positivo.Resta dubbio,comunque,che il procedimento seguito da Austin,quello di eliminare tutti gli aspetti del fenomeno giuridico che rendono impossibile costruirne una teoria logico-sistematica,non sia viziato anch'esso dall'astrattezza e non perda di vista quella realtà che è il diritto.Già l'esclusione dal campo di questo della consuetudine e del diritto internazionale,compiuta perchè questi non rietrano nella definizione di diritto come comando dello stato,induce a dubitare della validità e della leggittimità dell'impostazione di Austin del metodo della scienza giuridica,e le distinzioni che egli compie fra norme giuridiche e norme della moralità positiva non convincenti.

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