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La filosofia positiva:
Una delle maggiori componenti dell' illuminismo era stato il naturalismo, il quale poneva come oggetto primo
dell' indagine filosofica la realtà oggettiva, ed il metodo più usato ed apprezzato era quello empiristico, che
era il metodo delle scienze della natura. A ciò aveva contribuito lo sviluppo che tra il sei e il settecento avevano
avuto queste scienze, che sembravano rappresentare l' elemento fondamentale del progresso. Questo modo di
pensare perdura nei primi decenni dell' ottocento, soprattutto fuori dalla Germania, dominata invece dal romanticismo
e dall' idealismo, e trae sempre maggiore alimento dai progressi delle scienze sperimentali. Lo sviluppo di queste
suscita il convincimento che il metodo da esse usato sia quello vero, adatto ad ogni forma di sapere, e che esso
si dovesse applicare anche alle scienze che in seguito furono dette morali o spirituali. Si fece sempre più strada
l' idea che ogni forma di conoscenza dovesse basarsi sull' osservazione dei fatti, e che si dovesse rinunciare
a ricercare il principio universale della realtà. Si pensa che anche nella società possano essere scoperte
leggi costanti ed invariabili; e la vecchia aspirazione ad un sapere universale e totale, che il medioevo aveva
tentato di soddisfare per mezzo della teologia, rinasce in forma moderna nella speranza che a soddisfarla possa
valere il metodo delle scienze della natura. Ed è il metodo che costituisce l' essenza del positivismo. Questo
non è una dottrina specifica , ed assume forme diverse nei vari paesi; è una filosofia che si fonda solo sui
fatti positivi, conosciuti esclusivamente per mezzo dell' osservazione e dell' esperimento, e intende giungere
a una conoscenza generale, non universale o assoluta.
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