|
La dogmatica e la giurisprudenza dei concetti:
Ebbe grande sviluppo quella che fu chiamata dogmatica, si tratta di un' elaborazione di concetti
giuridici generali compiuta sulla base di norme esistenti perchè esistenti, ossia come dogmi, e fiorì quella che
fu detta giurisprudenza dei concetti, la quale esercitò una grande influenza nella scienza giuridica tedesca
e di altri paesi, soprattutto in Italia , incidendo sull' impostazione del codice civile tedesco promulgato nel
1900. All' affermazione della giurisprudenza dei concetti cooperarono Windscheid, Jhering, Jellinek, Mayer,
Merkel, Thon, Zitelmann, Binding ed altri. L' opera di questi studiosi portò ad un grande raffinamento degli
strumenti della scienza giuridica, con l' elaborazione di concetti che restarono fondamentali nello studio del
diritto, si ricordi il concetto di negozio giuridico, e determinarono quelli che furono chiamati caratteri
differenziali del diritto. I giuristi formalisti hanno in comune il metodo ma non sempre giungono alle stesse
conclusioni. La maggior parte considera essenziale al concetto di diritto il carattere dell' imperatività, cioè il
consistere in comandi; ma Zitelmann ritiene invece che la norma giuridica sia costituita da un giudizio logico, e
precisamente da un giudizio generale ipotetico che indica che se si verificherà una determinata situazione di
fatto ci sarà una determinata conseguenza, cioè la sanzione, ed egli riduce ad un unico concetto la legge giuridica
e la legge fisica. Così pure, la maggioranza dei formalisti considera essenziale alla giuridicità la statualità:
perchè la riduzione del diritto al comando dello stato semplifica molti problemi, sia perchè si presumeva che lo
stato rappresentasse l' intera comunità e fosse quindi il legittimo interprete della coscienza comune. Si negava
quindi che una norma non posta dallo stato fosse giuridica: perfino Windscheid, pandettista, che proveniva da quella
scuola storica che era nata combattendo la codificazione e aveva sostenuto che il diritto autentico è quello
consuetudinario, concluse che anche di quest' ultimo l' elemento determinante è la volontà dello stato. Eppure Thon,
anche se deciso imperativista, accetta l' idea che qualunque gruppo sociale organico può produrre diritto. La
giurisprudenza dei concetti interessa alla storia della filosofia del diritto soprattutto per il metodo formalistico,
il quale portò a concepire il diritto come un' entità definita concettualmente, da comprendere e da spiegare entro
sè stessa ricercando il fondamento delle norme, dei rapporti e degli istituti giuridici in formulazioni concettuali
che costituiscono un organismo logico autonomo e autosufficiente. Una delle tesi più caratteristiche del positivismo
giuridico è quella che afferma la completezza dell' ordinamento giuridico, cioè l' impossibilità in esso di lacune,
dal momento che l' ordinamento giuridico si autointegra mediante un processo logico che si compie totalmente al suo
interno, senza eterointegrazioni come il ricorso al diritto naturale o a simili principi.
|