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La concezione di Romagnosi della pena:
Il Romagnosi ha della pena una concezione empiristica ed utilitaristica. Egli la legittima in considerazione
del diritto alla felicità e alla vita che l' uomo ha per natura, e che è lecito difendere anche con la forza.
Fondamento del diritto di punire è quindi la conservazione della società. La pena non ha significato o fine
etico, essa è solo la forza repellente che deve essere opposta alla forza impellente costituita dai motivi che
inducono l'uomo al delitto, in modo da neutralizzarli. Anche quella di Romagnosi può essere considerata
una teoria della pena relativa,però vi si riscontra anche una preoccupazione di ordine etico nelle pagine che
egli dedica alla necessità della prevenzione del delitto, da realizzare col miglioramento delle condizioni
economiche, con l' educazione, la vigilanza, la fiducia nell' amministrazione della giustizia, l'influenza
della religione, del senso dell' onore, della morale sociale. La concezione della pena di Romagnosi ebbe
grande risonanza, come pure la teoria costituzionalistica, fondata sul principio dell' etnicarchia, cioè
dell' autonomia dei gruppi nazionali, che andava incontro agli ideali politici dell' epoca, e che sarà
ripresa e sviluppata da scrittori posteriori.
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