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La codificazione prussiana:
La necessità di un accertamento del diritto che mettesse fine agli inconvenienti
causati dalla crisi del diritto comune aveva condotto già lungo il corso del 700
alla redazione di progetti di codici;ma le riforme legislative attuate nei vari
stati non andarono più in là di alcune consolidazioni del diritto comune.Il primo
codice vero e proprio è quello che entrò in vigore nel regno di Prussia nel 1794,dopo una
lunga vicenda che aveva avuto inizio nel 1738 con l'incarico ,dato dal re Federico
Guglielmo primo a Samuele Cocceio ,di elaborare un sistema di diritto territoriale
che avrebbe dovuto avere il carattere della perennità e stabilità.
Samuele Cocceio che sosteneva l'identità tra diritto naturale e diritto romano
cercò di conferire razionalità al diritto vigente,cioè al diritto romano che
era stato recepito anche in Germania fin dal quindicesimo secolo come diritto
comune ed essendogli stato confermato l'incarico dal nuovo re ,Federico secondo,
concepi un codice in cui l'ideale della razionalità non faceva passare in secondo
piano l'esigenza di consolidare il diritto vigente.
Federico secondo era spinto a promuovere una codificazione sia perchè era un sovrano
assoluto e come tale era interessato a ridurre tutto il diritto alla legge dello stato,
sia perchè essendo illuminista era partecipe dell'ideale dell'unificazione e
stabilizzazione su fondamenti razionali,ma da uomo politico quale egli era
pur condividendo gli ideali illuministici,riconosceva che a volte questi si
presentavano come un'utopia;e in uno scritto sulla legislazione aveva celebrato
come capolavoro dello spirito umano un corpo di leggi perfette e regole cosi esatte
che uno stato retto da quelle leggi doveva somigliare ad un orologio,ma rendendosi
conto che le cose perfette non appartengono all'umanità,non si era illuso di
poterlo realizzare.Federico secondo si fece guidare da criteri assai realistici,fallito
il tentativo di Samuele Cocceio egli affidò il compito di preparare un codice al cancelliere
Giovanni Enrico Casimiro von Carmer,che si servi di numerosi esperti.A fondamento del codice
fu preso il diritto vigente ,sia quello giustinianeo sia quello costituito dagli usi e dagli
statuti locali,tanto che in esso di spirito giusnaturalistico rimase ben poco,non fu
riconosciuta neppure l'uguaglianza dei cittadini e fu sancita invece la divisione della
società in tre stati,i contadini,la borghesia e la nobiltà,e ogni cittadino apparteneva
necessariamente a ognuno di questi tre stati o per la nascita o per l'attività svolta,
e diversa era la condizione a seconda dello stato al quale si apparteneva.
Dell'ideologia illuministica il codice prussiano accoglie il principio secondo il
quale il codice doveva essere completo e senza lacune,in modo che all'interprete fosse
lasciata la minima libertà possibile.In un dei progetti era stato addirittura stabilito
l'obbligo per il giudice,nel caso di silenzio o oscurità della legge,di ricorrere alla
Commissione legislativa:e questo per affermare il principio che nessuno potesse creare
diritto tranne il legislatore,neppure mediante l'interpretazione che veniva riservata
anch'essa agli organi legislativi dello stato.Il testo definitivo non giunse a questo
estremo ma stabili ugualmente che il giudice dovesse attenersi strettamente alla parola
della legge e che nel silenzio di questa ,dovesse decidere secondo i principi generali
del codice stesso e secondo le norme che regolavano casi analoghi a quello in questione.
Tale disposizione soddisfaceva una delle istanze dell'illuminismo,cioè quella del vincolo
assoluto del giudice alla legge.Essa intendeva realizzare il principio della completezza
dell'ordinamento giuridico positivo,stabilendo che nell'ambito di questo è sempre possibile
ritrovare la norma che regola qualunque caso in questione,anche non previsto dal legislatore.
Il legislatore prussiano cercò di prevedere la maggior quantità di casi, creando una
legislazione amplissima e minutissima,formulata in un numero enorme di articoli,la cui
precisa conoscenza era praticamente impossibile,e questo fini col mettere in risalto
la contraddittorietà e l'astrattezza dell'ideologia illuministica ,la quale da un lato
avrebbe voluto poche leggi chiare, che tutti fossero in grado di conoscere e dall'altro
pretendeva che fosse il legislatore a regolare tutta la vita giuridica.
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