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La codificazione francese: La riforma legislativa che ebbe una grande importanza fu quella compiuta in Francia, non solo perchè essa fu di modello per la legislazione di altri paesi,ma anche perchè determinò una svolta fondamentale negli studi di scienza e filosofia giuridica, promuovendo nuovi indirizzi e suscitando nuovi problemi.In Francia il problema dell'unificazione del diritto era più grave ed urgente che nel resto dell'Europa, perchè da secoli il paese era retto da due sistemi giuridici diversi,nella parte meridionale vigeva il diritto scritto,che era il diritto giustinianeo,alterato da norme consuetudinarie e statuarie,nel nord il diritto era costituito da consuetudini che risalivano all'epoca franco-carolingia,i cui principi erano totalmente diversi da quelli del diritto romano. Fin da quando si era venuto formando in Francia lo stato assoluto,questo si era sforzato di ridurre il diritto a una certa unità.Nel 600 Domat si era proposto una sistemazione razionale del diritto romano,per fornigli il carattere di diritto valido universalmente,nel diritto romano aveva cercato l'universalità dei principi giuridici Pothier,il quale intraprese un lavoro di sistemazione del diritto civile francese ispirato al criterio dell'equità naturale.Pothier gettò le basi teoriche di una riforma legislativa che fosse dettata dalla ragione,ma da una ragione che non rifiutasse quanto era stato prodotto dalla storia. Dopo le prime fiammate di giusnaturalismo che tendeva a far piazza pulita di tutti gli istuti creati dalla storia per sostituirli con quelli dettati dalla ragione,il criterio che prevalse fu quello di razionalizzare ,alla luce del diritto naturale,il diritto vigente tanto che buona parte dell'opera di Pothier fu poi recepita dal codice Napoleone. Ciò non toglie che lo spirito del giusnaturalismo sia presente nel codice. Le assemblee rivoluzionarie si erano proposte la redazione di un codice generale di leggi semplici e chiare,e nella Costituzione del 1791 fu stabilito il principio del codice unico per tutto il regno;i progetti di codice che precedettero il testo definitivo presentano tutti una più o meno marcata impronta illuministica. I primi tre di tali progetti rivelano il progressivo attenuarsi dell'illuminismo, dominante nel primo e nel secondo esso appare assai attenuato nel terzo che è del 1796,quando alla Convenzione era già succeduto il Direttorio.L'ultimo progetto, redatto da una commissione di quattro membri,tra i quali la figura più importante è quella del Portalis è ormai lontano dall'illuminismo,mostra una volontà riformatrice ancora più moderata.In gran parte per opera del Portalis,il progetto di codice accolse il vecchio diritto,cercando di conciliare quello romano e quello germanico,con richiami ai principi giusnaturalistici che restano piuttosto generici. Dopo che su tale progetto fu espresso il parere dei più alti organi giudiziari,e dopo la discussione al consiglio di stato,a cui prese parte lo stesso Napoleone,ed in seguito al quale furono apportate numerose modifiche,fu redatto u testo definitivo, che entròin vigore nel marzo 1804.Nel 1807 fu promulgato il codice di procedura civile,nel 1808 quello di commercio e di procedura penale,nel 1810 quello penale.

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