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L'idea della società giusta:
Secondo il Manifesto del partito comunista, quando il proletariato di tutto il mondo si unisce e attraverso
la rivoluzione diviene classe dominante, e come tale distrugge i vecchi rapporti di produzione e anche gli
antagonismi di classe, al posto della vecchia società borghese subentrerà un' associazione nel quale il libero
sviluppo di ciascuno sarà la condizione per il libero sviluppo di tutti. Viene prospettato così l' ideale di
una società giusta il cui avvento è previsto e spiegato con un procedimento che vuole essere storico-scientifico.
Una delle filosofie più rigorosamente anti-giusnaturalistiche, come il marxismo, finisce con l' approdare a una
sorta di giusnaturalismo quando teorizza un ideale di società al quale le società storiche si possono e si
debbono ragguagliare. Marx ed Engels dichiarano che il comunismo non è per loro uno stato di cose che deve
essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi, bensì un movimento reale che abolisce lo
stato di cose presente, ma in sostanza nelle loro opere lo sbocco di questo movimento reale, anche se
rappresentato come previsione scientifica, appare pur sempre un ideale, per la cui realizzazione infatti si
deve lottare. Perchè lo stato si estingua o perchè scompaiano le classi e il loro antagonismo occorre che il
proletariato di tutto il mondo si unisca e, che per mezzo della rivoluzione, trasformi la società. Marx si
sforza di non cadere nell' utopia, si rende conto della difficoltà di realizzare la società giusta: essa non
si avrà subito, perchè la società comunista nella sua prima fase non sarà attuata perfettamente, però Marx non
dubita che in una fase più elevata del comunismo la società potrà scrivere sulla propria bandiera: ciascuno
secondo la propria capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni.Questo è il principio comunista della giustizia.
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