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Il movimento del diritto libero:
La giurisprudenza degli interessi è una delle manifestazioni di un più ampio fenomeno a cui è stato dato il nome
di movimento del diritto libero. Si tratta di un movimento, di una tendenza, di un atteggiamento, che assunse
forme diverse. Precorrimento del movimento del diritto libero può essere considerato il volumetto di Bulow Legge
ed ufficio del giudice, in cui era sostenuta la tesi che la legge non produce diritto, ma solo lo prepara, mentre
a creare il diritto è la sentenza del giudice. Il primo esponente vero e proprio è però Ehrlich, che in una
conferenza del 1903 parlò per la prima volta di una libera scienza del diritto, e affermò il valore di una libera
ricerca del diritto di contro al principio dell' applicazione meccanica del comando del legislatore ai fatti
concreti. Egli non sostiene che sia il giudice a creare il diritto, ma dichiara che è un' impresa vana quella
di escludere la sua personalità nella decisione giudiziaria. Ma la tesi veramente innovatrice fu quella sostenuta
da uno storico polacco Kantorowicz, il quale in un battagliero manifesto, La lotta per la scienza del diritto,
sostiene che accanto al diritto statuale, anzi prima di esso, esiste il diritto libero, prodotto dall' opinione
giuridica dei membri della società, dalle sentenze dei giudici e dalla scienza giuridica: esso vive indipendentemente
dal diritto statuale, ed è anzi il terreno dal quale quest' ultimo nasce. Il libretto di Kantorowicz diede l'
avvio a un movimento a cui aderirono molti giuristi tedeschi, si devono ricordare quelli che sono i principi
fondamentali: il primo di questi è il rifiuto del dogma legalistico delle scuole cosiddette classiche dell' ottocento
per il quale il diritto era solo la norma costituita dalla legge, e non era dato all' inteprete di ricorrere ad
argomenti extralegali. Dal rifiuto del dogma legalistico discende poi necessariamente il rifiuto di un altro
principio essenziale del positivismo giuridico, la completezza dell' ordinamento positivo. Il movimento del diritto
libero non sostiene che il giudice può giudicare anche in contrasto con la legge, o che il diritto legislativo deve
essere soppiantato dal diritto giurisprudenziale, ma sottolinea che in qualsiasi ordinamento giuridico permane
uno spazio vuoto che spetta all' interprete colmare, vale a dire che al contrario di quanto sosteneva il positivismo
giuridico, le lacune nel diritto esistono. Il positivismo giuridico era una teoria del diritto vigente in un' epoca
di staticità della società, che consentiva altrettanta staticità nella vita giuridica; il diritto positivo poteva
essere considerato il vero e l' unico diritto perchè rimanevano costanti le condizioni nelle quali era stato emanato.
Ma verso la fine dell' ottocento, divenendo sempre più rapido lo sviluppo dell' economia, e quindi il trasformarsi
delle strutture sociali, il divario tra legislazione e realtà sociale diveniva sensibile; nè poteva colmarlo
l' aggiornamento delle leggi, sotto pena di togliere a queste, a causa della loro conseguente instabilità, la certezza:
cioè proprio quello che del diritto legislativo è il massimo pregio. Quando anche la Germania, nel 1900, si decise
ad adottare il diritto codificato, il codice civile tedesco aveva accolto i principi del positivismo giuridico, ma
era stato costretto a fare posto a concetti che avrebbero fatto inorridire i codificatori del primo ottocento, come
il concetto di buona fede, buoni costumi, abuso del diritto, forza maggiore, giusta causa ecc.... Gli assertori
del diritto libero sostengono quello che il legislatore aveva sempre avvertito, cioè l' incompletezza di qualsiasi
legislazione di fronte alla realtà sociale. Si è parlato a proposito di essi di giusnaturalismo; ed in effetti
Kantorowicz inizia La lotta per la scienza del diritto dichiarando che la sua concezione " si presenta come
una resurrezione del diritto naturale in forma cambiata. I realtà se con giusnaturalismo si intende teoria diversa
dal positivismo giuridico, allora ciò è senz' altro esatto.
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