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Il diritto naturale secondo Romagnosi:
Il Romagnosi considera il diritto naturale come un presupposto conoscitivo delle regole pratiche dell' azione
umana, conoscenza sistematica delle regole moderatrici gli atti umani, derivate dai rapporti reali e necessari
della natura, onde ottenere il meglio, o evitare il peggio. Per Romagnosi non si tratta di un imperativo
assoluto, ma di un imperativo tecnico, il quale si deve osservare se si vuole quel determinato fine che è l'
utile e il bene di una società in un dato momento storico. Il Romagnosi non ha del diritto naturale una
concezione metafisica ed extrastorica; egli è uno dei pochissimi che, nei secoli anteriori al nostro,
abbia usato l' espressione diritto naturale per indicare una norma di condotta storicamente variabile. Perchè
quella natura da cui derivano le regole di condotta è la natura della società, e quindi la storia, il diritto
naturale per Romagnosi è tanto esteso, pieghevole e multiforme, quanto estese, pieghevoli e multiformi sono
le circostanze necessarie che effettivamente dispongono del destino degli uomini. Nella natura l'uomo trova
non le cause della sua azione, ma i fini: fini che la storia gli propone rivelandogli nel contempo i mezzi per
conseguirli, che sono appunto il diritto. Quanto ai diritti innati il Romagnosi li riconnette all' ordine
naturale oggettivo: il diritto naturale come facoltà è da lui definito infatti podestà dell'uomo tanto di
agire senza ostacolo a norme della legge di natura, quanto di conseguire da altri ciò che gli è dovuto in
forza della legge medesima. Il diritto, quello naturale e quello positivo, è sempre indirizzato ad un fine
particolare: che egli ripete costantemente essere l' utile, l' amor proprio, l' interesse, ed esclude che
l' uomo possa agire per altri fini. La stessa sanzione della legge naturale non è che il mancato conseguimento
del fine desiderato, causato dall' inosservanza della regola tecnica. L' utile e l'interesse non sono però
quelli egoistici dell' individuo, l' interesse personale è identificato con l' interesse sociale. Il Romagnosi
non accetta neppure l'ipotesi del contratto dal quale la società nasca per volontà dei singoli individui
che perseguono i loro fini egoistici, e nega che si può concepire un individuo indipendente dagli altri in
uno stato presociale. Il Romagnosi sostiene che il fine dell'uomo è l' incivilimento, lo stato di civile
società, il perfezionamento morale dell' umanità.
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