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Il diritto naturale nella prima dottrina della scienza di Fichate: A tre anni di distanza dai due scritti sulla libertà di pensiero e sulla rivoluzione,il pensiero filosofico- giuridico di Fichte non si allontana ancora dal giusnaturalismo.Il fondamento del diritto naturale, contemporaneo alla Metafisica dei costumi di Kant,è chiaramente di ispirazione kantiana.Nel Fichte troviamo il concetto di coesistenza e di reciproca limitazione di esseri ugualmente liberi e ragionevoli e che si riconoscono come tali ,ciascuno dei quali limita la propria libertà in vista della libertà degli altri.Questa relazione tra esseri liberi e ragionevoli viene chiamata giuridica,e costituisce l'essenza del diritto.In questa relazione giuridica il soggetto Assoluto si fa individuo nei rapporti con gli altri,che riconosce come soggetti.Da questa condizione metafisica dell'io come individuo,o persona, discende ciò che Fichte chiama diritto originario,e che definisce come il diritto assoluto della persona ad essere puramente causa nel mondo sensibile e mai effetto.Si innesta nella metafisica idealistica di Fichte il tema giusnaturalistico dei diritti innati,come la libertà fisica,la proprietà,la conservazione della persona.I diritti originari dell'individuo sono anteriori allo stato,il quale è concepito come uno strumento che deve garantire coattivamente che siano rispettate le libertà di ciascuno ,ma il Fichte che aveva già rilevato come di per sè il concetto di diritto innato sia un'astrazione ,e come di diritti si può parlare solo in relazione ad una società,precisa che il diritto naturale tradizionalmente inteso non esiste ,e che i rapporti giuridici possono essere pensati solo con riferimento alle leggi positive. O gli uomoni,gli dice, si comportano fra di loro sulla base della reciproca fiducia,ed allora non si ha giuridicità ma moralità,o altrimenti,occorre che le regole di comportamento siano fatte valere coattivamente, ed allora si ha giuridicità,ma si tratta di diritto positivo e non di diritto naturale.Traspare già in questa fase della filosofia giuridica di Fichte,il sospetto dell'astrattezza del giusnaturalismo.In modo totalmente diverso verrà concepito il rapporto fra individuo e stato nella seconda fase del pensiero fichtiano:lo stato è visto ancora come garante dei diritti dell'individuo,ma in un senso che oltrepassa le posizioni dell'individualismo politico liberale.Il contratto sociale è concepito come un contratto di proprietà per il quale ciascuno pone tutta la sua proprietà come pegno della sua volontà di non ledere la proprietà degli altri;però a questo patto che impegna tutti i contraenti ad una semplice astensione se ne accompagna un altro,il contratto di protezione,che impegna i cittadini a tutelare attivamente i reciproci diritti.Dal contratto di proprietà deriva che ciascuno deve poter vivere del proprio lavoro, se qualcuno non ne è in grado,non è più vincolato dal contratto,ossia obbligato dal diritto,a riconoscere la proprietà degli altri.Il Fichte si è già avviato ad oltrepassare la visione giusnaturalistica del rapporto tra individuo e società.

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