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Il diritto come primo momento dello spirito oggettivo: Il diritto è il momento astratto dello spirito oggettivo, la sfera dei diritti e dei doveri di cui è soggetto l'individuo nella sua libertà esterna, indipendentemente dalla sua appartenenza ad una società organizzata ; e che si pone come affermazione oggettiva della persona, non nel senso strettamente giuridico ma in modo da significare tutte le determinazioni della libertà, in quanto idea. Questa libertà si afferma innanzitutto nella proprietà , e dalla proprietà passa al contratto, in cui la volontà riconosce altre volontà e la libertà si pone come rapporto tra volontà diverse che si riconoscono reciprocamente libere e che possono trasmettersi l' una all' altra la loro proprietà. Quando però la volontà individuale si pone in contrasto con la volontà universale invadendo arbitrariamente la sfera di libertà altrui dà luogo al torto. Il torto può essere semplice o costituire frode o delitto. Il torto semplice che è l'illecito civile , nega il diritto in particolare, in quanto contesta l'appartenenza di esso ad una piuttosto che ad un'altra persona, ma non lo nega in universale, perchè riconosce il diritto nell'atto in cui afferma che la cosa deve spettare a chi secondo lui vi ha diritto: la controversia riguarda solo la sussunzione della cosa sotto la proprietà dell' uno o dell'altro. Nella frode invece il diritto è negato anche in universale; nella violenza e nel delitto è negato sia in particolare che in universale e si misconosce la personalità di un'altra persona. La violazione del diritto non ha realtà etica, realtà è quella che si ripristina mediante l'annullamento della violazione, di qui la necessità del risarcimento del danno nel caso di torto civile, e nel caso di delitto della pena: la quale non ha per fine la prevenzione, l'intimidazione, la minaccia, bensì l'annullamento del delitto, la restaurazione dell' essenza etica nella coscienza universale e in quella del delinquente stesso, cosa che può giustificare anche la pena di morte.

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