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Geny:
Il movimento del diritto libero non lasciò in Germania tracce notevoli, ma i problemi su cui aveva attirato l'
attenzione erano tuttavia reali, che in altri paesi la dottrina e la giurisprudenza e lo stesso legislatore avevano
dovuto prenderli in considerazione. Così il codice civile svizzero, promulgato nel 1901, stabilì all' articolo 1
che nei casi non previsti dalla legge il giudice decide secondo la consuetudine, e in mancanza di questa secondo la
decisione che egli adotterebbe come legislatore. Il principio della completezza dell' ordinamento giuridico era
cosi abbandonato. Possiamo ricordare il caso, che in Francia fece molto rumore, del magistrato Magnaud, le cui
sentenze erano ispirate all' equità assai più che all' osservanza formale della legge, e gli valsero l' attributo
di Buon giudice. Molto interessante è il pensiero di un giurista vicino al movimento del diritto libero, che
esercitò una grande influenza sul diritto del suo paese, Gèny, la cui scuola fu detta in contrapposizione a quella
esegetica scuola scientifica. Gèny sostiene la necessità che l' interpretazione si valga della natura delle cose:
nozione imprecisa e feconda che si riferisce a una sorta di diritto comune, generale per quanto riguarda la sua
natura, sussidiario per quanto riguarda la sua funzione, che supplisce alle lacune delle fonti formali e dirige
tutto il movimento della vita giuridica. In Science et technique, dove l' argomento è ripreso e approfondito, questa
fonte reale del diritto costituita dai concreti rapporti di vita in cui si rivela la natura sociale, in cui il diritto
è allo stato grezzo, è dallo Gèny chiamato dato, in contrapposizione al costruito, che del diritto è l' elemento
formale ed artificiale. La conoscenza del dato Gèny la chiama scienza; quella del costruito tecnica: scienza in
quanto elaborazione delle cose del diritto, che si esercita senza artifici, che tende a constatare i dati della
natura e dei fatti; tecnica in quanto sforzo speciale, e in qualche guisa professionale. Nella seconda parte
dell' opera chiama diritto naturale l' insieme delle regole giuridiche che la ragione trae dalla natura stessa
delle cose e i precetti della condotta umana esteriore rispondenti alla nozione di perfezione morale, di convenienza,
di utilità, nascenti da tutti quei dati ideali apparsigli tali da dover figurare tra gli elementi costitutivi del
diritto positivo; conclude l' opera affermando che questo diritto naturale è indispensabile per preparare le basi
profonde dell' organizzazione giuridica positiva. Gèny rimprovera ai giusnaturalisti suoi contemporanei di avere
preteso di risolvere, per mezzo del diritto naturale, i casi più minuti presentati dai molteplici rapporti della
vita sociale. Il diritto naturale dettato dalla ragione si limita a qualche elmento generale, ed è in questa
misura che bisogna ridurlo se si vuole conservare il suo valore e la sua efficacia.
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