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Diritto e persona nel pensiero di Rosmini:
Il Rosmini considera il diritto nel suo aspetto soggettivo, quello di facoltà, non di norma; e lo definisce
una facoltà di operare ciò che piace, protetta dalla legge morale, che ne ingiunge ad altri il rispetto. E'
la legge morale infatti che nello stesso tempo accorda ad una persona la libertà di operare e proibisce alle
altre di turbare quella operazione. Fondamentale nel Rosmini è il concetto di persona, esso costituisce lo
strumento per tentare di evitare l' individualismo empiristico degli illuministi, che privava l' uomo di ogni
orizzonte etico-metafisico e si concludeva con l' utilitarismo, e l'universalismo idealistico di Hegel, che
per affermare l' eticità della storia sommergeva l' individuo nell' assoluto. La persona ha valore etico
senza dover rinunciare all' individualità: al naturalismo da un lato, all' idealismo dall' altro il Rosmini
contrappone una concezione spiritualistica in cui l' uomo, la persona, è visto come portatore di un valore
etico-religioso. Al termine persona, che già Kant ed Hegel avevano usato per indicare l' uomo come valore
etico in quanto soggetto di razionalità, il Rosmini attribuisce un ulteriore significato religioso, per il quale
il valore si riconnette a Dio. Il valore morale della persona comporta che gli altri soggetti hanno il dovere
del pari morale di rispettarla; e appunto di qui, secondo il Rosmini, nasce il diritto. Il prius è il dovere
morale di rispettare l' altrui soggetto in quanto persona; il diritto che questa possiede in tanto esiste
in quanto gli altri hanno il dovere di rispettarla. Viene così capovolta la prospettiva settecentesca in cui
si volevano derivare i doveri dai diritti, anzichè i diritti dai doveri. Il diritto è ricondotto alla morale:
l' obbligazione giuridica è lo stesso dovere morale, che obbliga una persona a lasciare intatta e libera qualche
attività propria di un' altra persona. Non può essere oggetto del diritto ciò che non è moralmente lecito, e il
Rosmini nega che sia di diritto fare cose che siano moralmente male; ed infatti critica, per aver separato il
diritto dalla morale, Tomasio e i giusnaturalisti tedeschi, compreso il Kant.
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