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Carattere e significato della filosofia giuridica di Hagel:
L' apoteosi dello stato celebrata da Hegel sembra essere la giustificazione filosofica dello stato prussiano.
Il sistema hegeliano dello svolgimento dello spirito oggettivo è uno dei più grandiosi sforzi di comprensione
razionale della vita giuridica, sociale e politica, esso può essere criticato perchè artificioso e schematico,
ma lo si deve riconoscere come un formidabile tentativo di interpretazione logica della realtà storica, che non
ha l' uguale in tutta la storia della filosofia. E' artificioso l' edificio triadico del sistema, in cui Hegel
costringe a volte a viva forza concetti che ripugnano ad entrarvi, ed è ottimistica l'identificazione del reale
con il razionale, che eliminando ogni distinzione fra essere e dover essere, può apparire giustificare il fatto
compiuto, la vittoria di chi è materialmente più forte: anche se Hegel vede nella vittoria la prova di una forza
che è la forza dello spirito. La filosofia hegeliana è la più grandiosa filosofia del diritto che sia stata mai
concepita; vera filosofia del diritto, ricostruzione razionale del processo secondo il quale il diritto nasce e
si svolge, essa modifica il concetto stesso di tale filosofia, trasformandola da ricerca del fondamento di
validità del diritto in indagine intorno al suo principio costitutivo. Non c'è più posto, nel pensiero di
Hegel, per il secolare argomento del diritto naturale e del rapporto di esso con il diritto positivo: il diritto
è naturale e positivo ad un tempo, non essendovi razionale che non sia nello stesso tempo reale; così come
non c' è un ideale di stato perfetto, essendo lo stato sempre quello che la storia esige che sia. Quando studia
i vari istituti giuridici Hegel non intende ragguagliarli ad un criterio deontologico, come avevano fatto Kant
e Fichte, ma egli intende comprenderne la ragione immanente inserendoli nella storia. Al di fuori della storia
non c'è diritto, ma non nel senso in cui era sostenuto dai giuristi della scuola filosofica, per i quali il
diritto era il prodotto accidentale e spontaneo di uno spitito del popolo indeterminato e fantastico, della
cui azione non sarebbe stato possibile fare filosofia. Lo spirito del popolo, di cui anche Hegel parla, è quello
in cui si individua lo spirito del mondo, l'universale razionale che si svolge nella storia. Il diritto, per Hegel,
può essere solo quello positivo,ma non nel senso di di diritto che assume solo la forma della legge, ed egli
apprezza la codificazione, ma non per questo riduce tutto il diritto al precetto legislativo: il diritto è per
lui azione, in cui la volontà da vita ad istituti che costituiscono tutta una complessa realtà. Anche quando tratta
del diritto in quanto legge, Hegel scorge in esso la determinazione positiva della volontà di un popolo che si
concreta e si individua nello stato, e non si sofferma sul suo aspetto formale di proposizione astrattamente
imperativa. Il diritto è per lui nella legge come è in tutti gli istituti che la storia crea in seno alle
società, tutti ugualmente validi e ugualmente reali proprio perchè nella storia.
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