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Austin: Il diritto come comando dell'autorità sovrana:

Oggetto della giurisprudenza è,secondo Austin,il diritto positivo:che è il diritto posto da superiori politici a inferiori politici.Il diritto,quindi,è un comando pronunciato da chi ha il potere o l'intenzione di infliggere un danno o una pena nel caso in cui non si ottemperi al suo desiderio.Ciò comporta che colui al quale il comando è rivolto è obbligato ad obbedire,quindi comando,dovere e sanzione sono termini inseparabilmente connessi.Tutte le norme che non si configurino come comandi da cui deriva,attraverso la minaccia della sanzione,un dovere,non costituiscono diritto.Cosi quelle che Austin riunisce sotto il nome di moralità positiva:le norme cioè che derivano da opinioni o da sentimenti di aggregati umani indeterminati, come la legge dell'onore,della moda,del costume,la consuetudine,fino a quando non è stata resa obbligatoria dallo stato,e il diritto internazionale.Austin sottolinea più volte che il vero diritto è solo quello positivo,cioè quello posto da un sovrano o un corpo sovrano di persone.Tuttavia Austin sensibile alla realtà della vita giuridica inglese non nega il carattere di diritto al diritto giudiziario,alla common law,ricorrendo all'argomento che il diritto è diritto,anche se non promana direttamente dal sovrano,purchè sia a causa di questo che chi lo crea abbia il potere di crearlo: ragione per cui il diritto creato dai giudici è diritto statuale,in quanto il potere di crearlo è dato ai giudici dallo stato.Austin non condivide la totale condanna della common law,cosi come era stata compiuta da Bentham,ciò non impedisce che egli rilevi ed additi i molti difetti del sistema inglese del diritto giudiziario,e che auspichi la codificazione,ma anche a proposito di questa non si abbandona agli illuministici entusiasmi del Bentham.Consapevole delle critiche del Savigny alla codificazione,in parte le accoglie considerandole giustificate però non nei confronti della codificazione in generale,ma solo di quella allora già compiuta,la prussiana e soprattutto la francese.Austin vorrebbe che il codice,pur dando al diritto una forma nuova, non ne modificasse il contenuto,e si limitasse a dare una struttura unitaria e logicamente coerente al diritto vigente,riformandolo sotto l'aspetto tecnico ma non sotto quello politico o etico.