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Augusto Comte e la sociologia:
Il pensiero di Augusto Comte si ricollega a quello di Saint-Simon, del quale Comte fu amico e per alcuni anni
collaboratore. Il suo pensiero negli anni più tardi assunse un orientamento misticheggiante, che lo indusse
addirittura a bandire una religione, di cui si proclamò Gran Sacerdote, la religione dell' umanità, tuttavia negli
anni del suo maggiore equilibrio diede vita alla prima organica dottrina positivistica. Comte classifica le
scienze secondo la loro generalità decrescente, alla quale corrisponde una crescente complicazione: dalla matematica
la più generale e meno complessa, alla sociologia la più complessa e meno generale. La sociologia è una
creazione di Comte, egli la intende come una fisica sociale, una forma di conoscenza dei fenomeni sociali che ha
gli stessi caratteri della scienza della natura, fondata esclusivamente sull' osservazione dei fatti. La sociologia
è una scienza onnicomprensiva e sintetica e tutto il sapere è ridotto ad unità; fra le prime forme di conoscenza
destinate ad essere assorbite e soppiantate da questa scienza delle scienze umane è la filosofia del diritto, del
resto per il diritto stesso il Comte non mostra mai molta considerazione: fenomeno determinato dalle forze sociali
esso si manifesta solo nei primi due dei tre stati che secondo Comte l' evoluzione dell' umanità attraversa, quello
teologico e quello metafisico, e scomparirà del tutto nel terzo e perfetto stato, quello positivo, in cui all'
opera dei guristi si sostituirà quello dei sociologi. Comte arriva al mito della società senza diritto, con
l' innovazione che, invece della filosofia o dell' amore, a governare la società viene posta la scienza. Per
Comte il diritto appare senza significato o addirittura come elemento negativo nei confronti della società stessa.
Secondo Comte ciascuno ha doveri e li ha verso tutti, ma nessun ha alcun diritto, e la parola diritto deve essere
eliminata dal linguaggio politico perchè creazione teologico-metafisica e il positivismo non riconosce a nessuno
altro diritto se non quello di fare sempre il proprio dovere. Ogni diritto umano è tanto assurdo quanto immorale.
Sono idee che, filosoficamente opinabili come ogni teoria filosofica, politicamente potevano avere sviluppi
in senso limitatore della libertà individuale.
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